ASOLO Storia della donna che esplorò il mondo e che morì centenaria e felice ad Asolo

Nepal, anno 1981.

Una donna, sguardo vispo e profondo, procede in groppa al suo cavallo scrutando ammirata le vette torreggianti delle montagne himalayane.

E nel profilo di quelle cime inarrivabili, quasi come in un lungometraggio, rivede proiettata tutta la sua vita. Una vita trascorsa per buona parte in viaggio, ad esplorare terre lontane e sconosciute. A imparare lingue esotiche e a fraternizzare con tutte le persone incontrate sul proprio cammino.

Esplorazioni che hanno fatto di Freya Stark la regina nomade, una delle più importanti viaggiatrici e scrittrici di viaggio di tutto il ‘900.

I suoi viaggi in solitaria non iniziano prestissimo, ha già 34 anni quando si imbarca su una nave diretta a Beirut. Ma da quel momento Freya non si fermerà più: Egitto, Siria, Palestina, Iran, Afghanistan e mille altri luoghi fatti di persone e voci si rincorrono nei suoi appunti, nelle sue fotografie e nei suoi libri.

Freya se ne fregava altamente delle convezioni sociali. Dal 1927 in poi, spesso in solitaria, visitò luoghi che mai prima di allora erano stati calcati dalle scarpe di uomini occidentali.

Un viaggio lungo una vita che, a 88 anni suonati, porterà Freya addirittura ad ammirare da vicino le mitiche cime dell’Himalaya.

Il cuore nomade e vagabondo di Freya trovava riposo soltanto in un posto, un luogo in cui la scrittrice poteva prendere fiato dal suo viaggiare continuo ed estenuante.

E questo luogo è Asolo, un dolce borgo veneto adagiato sui cosiddetti Colli Asolani.

Freya, nata a Parigi nel 1893 da genitori inglesi, arrivò ad Asolo la prima volta in tenerissima età. Qui tornò molte volte nel corso della sua vita e qui abitò “stabilmente” dopo la fine della seconda guerra mondiale.

E sempre qui ad Asolo, Frey Stark morì centenaria nel maggio del 1993.

Villa Freya, la splendida dimora della viaggiatrice ad Asolo, era una sorta di luogo di delizie e memorabilia. Nel giardino della villa, Freya impiantò negli anni un vero orto botanico con alberi, fiori ed essenze raccolti nei suoi innumerevoli viaggi. Mentre nelle stanze della villa abbondavano libri, fotografie di viaggio ed oggetti di tutti i tipi specie di foggia orientale.

Asolo è un borgo ricchissimo di storia, arte e architettura, ritrovo di artisti e intellettuali, oltre che della nostra amata Freya.

Il cuore nevralgico del borgo coincide con la Fontana Maggiore – sovrastata da un leone di San Marco che custodisce lo stemma di Asolo.

Da qui ci muoviamo verso la Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta che conserva al suo interno opere di rara fattura tra cui la cosiddetta Pala di Asolo, dipinta da Lorenzo Lotto.

Di fronte al Duomo si erge l’antico palazzo vescovile oggi sede del Museo Civico che estende le sue sale didattiche anche nel contiguo Palazzo della Ragione, riconoscibile per le facciate decorate ad affresco.

A qualche centinaio di metri di distanza troviamo invece il Castello della regina Cornaro, per secoli centro del potere asolano e da cui si godono scorci panoramici dei colli.

Un cenno infine alla poderosa Rocca di Asolo che dall’alto del monte Ricco domina l’intero borgo. Da qui sopra, lo sguardo può spaziare dalla pianura padana alle Alpi in una infinità di viste mozzafiato.

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Pablo Picasso

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