BARD Storia del Forte di Bard e dell’assedio di Napoleone

Uno scorcio del Forte di Bard#googleimages

Forte di Bard, primi giorni di giugno del 1800.

I militari asserragliati nel Forte sono esausti. Le bombe cadono da giorni con una regolarità estenuante sulle loro teste e sui loro pensieri stremati.

C’è chi pensa alla famiglia lontana o chi al proprio berretto volato via tra i fischi dei bombardamenti.

Al di là dei pensieri e della solitudine – i soldati all’interno del Forte, inferiori di numero e con una potenza di fuoco notevolmente più scarsa, sono giorni che resistono stoicamente ai tentativi di assalto dell’esercito nemico.

Quando gli uomini di Napoleone valicano in gran numero il Gran San Bernardo soltanto quindici giorni prima, credono di poter scollinare senza problemi raggiungendo velocemente la pianura padana.

Ma non hanno tenuto conto del temibile Forte di Bard, avanguardia militare dei Savoia.

E soprattutto mai avrebbero pensato che a sbarrare loro il passo vi fosse un cocciuto capitano austriaco, tale Josef Stockard Bernkopf che alla guida dei suoi – alleati dei piemontesi – tenta il tutto per tutto al sicuro nel Forte di Bard.

Il generale Marmont e i soldati francesi non riusciranno mai ad espugnare il Forte con assalti frontali perché verranno sempre ricacciati indietro.

Soltanto con un prolungato assedio e sotto il fischio delle bombe, il capitano austriaco sarà costretto a firmare la resa. Una resa ottenuta con l’onere delle armi visto il coraggio e l’abilità dimostrata da lui e dai suoi uomini.

Napoleone da parte sua, la prende in maniera molto meno “sportiva”. Conquistato il Forte, lo fa letteralmente radere al suolo.

Quello che ancora oggi sovrasta il borgo di Bard in Valle d’Aosta, è il Forte fatto ricostruire da Carlo Felice tra il 1830 e il 1838.

Il Forte è rimasto praticamente intatto dalla sua ricostruzione ai giorni nostri. È costituito da tre corpi principali posti su diverse altezze: l’Opera Ferdinando in basso, l’Opera Vittorio al centro e l’Opera Carlo Alberto in alto.

A partire da fine ‘800, il Forte di Bard viene utilizzato sempre meno, e inizia così una fase di inarrestabile declino. Il ritorno al vecchio splendore si ha a partire dagli anni ’90 del 1900, quando inizia il percorso di riqualificazione del Forte.

Oggi il Forte di Bard è un polo museale di eccellenza in cui trovano posto istituzioni di livello come il Museo delle Alpi e il Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere.

Arrivando a Bard, non si può non notare la collocazione strategia del suo Forte: posto tra la Dora Baltea e le montagne in un punto di accesso privilegiato per l’ingresso in Valle d’Aosta. Non è un caso che già i romani passavano di qui per raggiungere Aosta e le Gallie.

E le testimonianze romane sono consistenti sia a Bard che in tutta l’area circostante. Valga per tutte, il ponte romano sul torrente Lys nel vicino comune di Pont-Saint-Martin.

Ma anche a Bard non mancano reperti provenienti dall’antica Roma, considerando che il borgo è posto proprio sulla via che menava verso la Gallia.

Oggi però nel borgo di Bard prevale il suo aspetto urbano medievale, con le stradine strette e i tetti di ardesia delle case che quasi si toccano tra loro. Il tutto condito da una atmosfera suggestiva e genuina che solo alcuni borghi di montagna riescono ancora a trasmettere.

“L’arte spazza la nostra anima dalla polvere della quotidianità.”
Pablo Picasso

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