GRADISCA D’ISONZO Storia di un genio dell’umanità e del borgo-fortezza

Uno scorcio di Gradisca d'Isonzo#googleimages

Repubblica della Serenissima, anno 1500.

La Serenissima sente forte la pressione dei Turchi, che negli ultimi decenni del ‘400 si sono resi protagonisti di numerose e terribili incursioni nell’entroterra friulano.

Nel 1499 i Turchi – chiamati da Ludovico il Moro, il signore di Milano – effettuano l’ultima scorreria in territorio friulano, superando l’Isonzo e dilagando nella pianura. In realtà Gradisca – già ampiamente fortificata – viene ignorata dai Turchi, ma i Veneziani decidono di correre lo stesso ai ripari e di rinforzare maggiormente il loro presidio sul fiume Isonzo.

E per tale motivo chiamano il migliore in assoluto, il genio conclamato che tra le sue mille capacità era anche un “discreto” ingegnere militare: Leonardo da Vinci – tra le menti più brillanti e gli artisti più sensazionali di tutto il Rinascimento.

Leonardo – come spesso avviene con i grandi talenti – in vita non sempre ebbe i giusti riconoscimenti per le sue idee geniali. E quando Leonardo propone al Senato veneziano un efficace sistema difensivo imperniato proprio sulle acque del fiume, i notabili della Serenissima rifiutano l’impegnativo progetto del maestro toscano perché considerato troppo costoso.

In realtà, con la caduta definitiva del Moro terminano anche le irruzioni turche, ma Gradisca rimane pur sempre una terra di confine da difendere con tutte le forze. Effettivamente c’è un altro pericolo che incombe su quelle terre: si tratta dell’Impero Asburgico, che preme dall’alto in cerca di quello sbocco sul mare Adriatico da sempre ambito dalla potenza imperiale.

Gli imperiali nel 1511 riescono a conquistare Gradisca e i Veneziani – malgrado gli sforzi profusi – non riuscirono mai più a riportare il borgo sul fiume nell’alveo dei loro confini.

Il tentativo più serio di riconquista da parte della Serenissima si ha un secolo dopo, quando tra il 1615 ed il 1617 viene combattuta una guerra senza tregua tra l’Impero e Venezia, che però di fatto non smuove gli equilibri ormai consolidati nei territori orientali del Friuli.

Dalla conquista veneziana (anno 1420) alla fine della prima guerra mondiale (1918), per 500 anni Gradisca d’Isonzo lega il suo nome e la sua storia al destino di città-fortezza. Sul fiume Isonzo sono state combattute atroci battaglie durante il conflitto mondiale e soltanto alla fine della guerra il borgo è entrato a far parte dello Stato Italiano.

Nel regolare e uniforme tessuto storico del borgo, si possono leggere le varie stratificazioni e le varie dominazioni conosciute dalla città nel corso dei secoli.

La scacchiera urbana – ancora oggi ben visibile – è opera degli ingegneri e degli architetti della Serenissima con le strade larghe ed angolate a 90 gradi per lo svolgimento delle operazioni militari.

La fattura dei palazzi e degli edifici risale, invece, al periodo compreso tra il 1650 ed il 1750: nel 1647 Gradisca – elevata nel frattempo a rango di Contea – viene di fatto venduta ai Principi di Eggenberg, che ne rimangono in possesso fino al 1717 favorendo lo sviluppo del borgo.

Nel 1863 vengono abbattute parte delle mura difensive e viene creato ad ovest del borgo la celebre Spianata: una bellissima area verde tramite cui Gradisca inizia man mano ad abbandonare il suo destino di fortezza militare.

“L’arte spazza la nostra anima dalla polvere della quotidianità.”
Pablo Picasso

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