La National Gallery di Londra Il Rinascimento italiano oltremanica

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La National Gallery di Londra#flickr

La National Gallery è innanzitutto i maestri antichi. Ma anche la conservazione, la ricerca, il patrimonio e l’educazione al patrimonio.

(dal trailer ufficiale del film National Gallery) Tweet

Per la prima volta The Arteller si sposta all’estero. Nel nuovo percorso di visita 1 museo in 5 opere, andremo ad ammirare alcuni quadri della magnifica collezione della:

  • National Gallery di Londra.

Salvo scoprire che il museo londinese conserva un numero straordinario di quadri dipinti da pittori italiani. Acquisiti nel corso del tempo da accorti direttori o donati alla National Gallery di Londra da lungimiranti mecenati.

E anche qui, oltremanica, possiamo ricostruire un ideale percorso di visita nel Rinascimento italiano. Come abbiamo già fatto tra le 5 opere di Leonardo da Vinci agli Uffizi… e non solo, nella Pinacoteca di Brera e nella Galleria Nazionale delle Marche ad Urbino.

Prima di ammirare i capolavori del Rinascimento nostrano conservati alla National Gallery di Londra, qualche riga è d’obbligo sulla storia della fondazione del museo.

Una storia… diversa dal solito.

La National Gallery di Londra: un museo per il pubblico

Londra, 10 maggio 1824.

Di fronte all’edificio civico n. 100 di Pall Mall, una discreta folla inizia ad assieparsi per poter visitare la nuova collezione di quadri.

Il percorso di visita è abbastanza breve perché consta di “appena” 38 quadri. Ma quei 38 quadri – allestiti nella loro sede originaria – sono il punto di inizio di una storia gloriosa che dura ancora oggi.

È la storia della fondazione della National Gallery di Londra, il museo statale inglese aperto al pubblico proprio in quell’anno.

L’iter che ha portato all’inaugurazione del nuovo museo è ricco di intrecci e di personaggi previdenti.

L’anno prima muore John Julius Angerstein, banchiere e imprenditore di origine russa che aveva fatto fortuna in Inghilterra. Morendo, il finanziere decide di mettere sul mercato la sua preziosa collezione artistica.

A quel punto Robert Banks Jenkinson, secondo conte di Liverpool e primo ministro inglese, decide di investire circa 60mila sterline per acquisire la collezione di Angerstein. I soldi necessari vengono stanziati dal Parlamento attingendo alla restituzione di un debito di guerra ricevuto dall’Austria.

Non è un caso che nel 1827 Thomas Lawrence, il pittore del re, raffigurerà in posa plastica il conte di Liverpool. Mentre questi stringe fiero nella sua mano un rotolo di documenti con impressa la scritta National Gallery.

Nel frattempo, la collezione viene allestita velocemente proprio all’interno del palazzo del banchiere Angerstein. E qui sarà visitabile per circa 14 anni.

Nel 1838, visto il notevole incremento dei pezzi acquisiti, la regina Vittoria inaugurerà la nuova sede della National Gallery di Londra a Trafalgar Square.

La National Gallery di Londra: un percorso di visita

Come anticipato, il nostro percorso di visita all’interno della National Gallery di Londra si svolge tra i quadri del Rinascimento italiano.

Un periodico storico splendidamente rappresentato nel museo londinese. Non solo per quanto riguarda la penisola ma anche per ciò che concerne il Rinascimento fiammingo.

Non dimentichiamo che qui si conserva il ritratto dei “Coniugi Arnolfini” di Jan Van Eyck. Un dipinto straordinario e ricco di enigmi a dispetto della semplicità della scena rappresentata.

Ma passiamo a vedere le 5 opere “italiane” nella nostra visita alla National Gallery di Londra. Abbiamo selezionato i seguenti quadri:

  • il Battesimo di Cristo di Piero della Francesca,
  • l’Orazione nell’orto di Andrea Mantegna,
  • l’Orazione nell’orto di Giovanni Bellini,
  • San Girolamo nello studio di Antonello da Messina,
  • e il Ritratto di Giulio II di Raffaello.

Ma all’interno della National Gallery di Londra possiamo trovare anche Masaccio, Paolo Uccello, Piero di Cosimo, Botticelli, Leonardo, Giorgione, Tiziano, Sebastiano del Piombo. Solo per rimanere nei confini del Rinascimento italiano.

Ora partiamo con l’analisi dei nostri capolavori.

1 di 5: il Battesimo di Cristo di Piero della Francesca

La prima opera che incontriamo all’interno della National Gallery di Londra è la tavola di Piero della Francesca raffigurante il:

  • il Battesimo di Cristo.
Piero della Francesca Baptism of Christ
"Il Battesimo di Cristo" di Piero della Francesca#googleimages

Abbiamo già visto Piero all’opera nella Pala di Brera esposta alla Pinacoteca di Brera di Milano. E nella Flagellazione della Galleria Nazionale della Marche ad Urbino.

Questo dipinto, che risale al 1450 circa, precede di un po’ di anni i due quadri sopra citati. Ma le ricerche prospettiche di Piero sono già giunte ad un livello altissimo. Elemento che permette al pittore di Borgo San Sepolcro di essere annoverato tra gli esponenti più geniali e autorevoli dell’intero Rinascimento.

Una scena nota, come quella del battesimo di Cristo nelle acque del fiume Giordano per mano di San Giovanni Battista, si arricchisce di elementi innovativi.

Come il paesaggio sullo sfondo che rimanda a quello familiare della città natale di Piero. O gli angeli sulla sinistra che si tengono per mano invece di reggere le vesti di Cristo. O il personaggio sulla destra che con il suo gesto spontaneo, mentre si toglie la veste, sembra interrompere per un attimo la monumentalità della composizione.

Ma soprattutto i colori brillanti, la luce zenitale, i volumi definiti, il corpo ieratico del Cristo sottolineando l’armonia dell’impaginato e la ricerca della perfezione.

Una ricerca della perfezione che da Piero in poi contagerà tutti i maggiori esponenti del Rinascimento.

2 di 5: l’Orazione dell’orto di Andrea Mantegna

La seconda opera della National Gallery di Londra che analizziamo è la tavola di Andrea Mantegna nota come:

  • Orazione nell’orto.
"Orazione nell'Orto" di Andrea Mantegna#googleimages

Andrea Mantegna è un altro dei titani dell’arte rinascimentale italiana. Impossibile non pensare alle opere da lui eseguite a Mantova come la celeberrima Camera degli Sposi.

Nel quadro esposto alla National Gallery di Londra, dipinto intorno al 1460, siamo alla presenza di un altro episodio evangelico. Nella località nota come Getsemani, Gesù si raccoglie in preghiera accettando il suo sacrificio per volontà del Padre.

I discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni giacciono profondamente addormentati mentre la folla guidata da Giuda si avvicina per arrestare Gesù.

Il Mantegna fissa sulla tavola questo momento di preghiera profonda con una monumentalità quasi scultorea. Eseguendo con ricercatezza il dettaglio geologico della roccia su cui il Signore prega inginocchiato alla vista degli angeli in cielo.

3 di 5: l’Orazione dell’orto di Giovanni Bellini

Il terzo quadro della National Gallery di Londra che osserviamo è quello di Giovanni Bellini intitolato ancora una volta:

  • Orazione nell’orto.
national_gallery_londra_Giovanni_Bellini_Orazione_nell'orto
"Orazione nell'Orto" di Giovanni Bellini#googleimages

Dipinto qualche anno dopo l’analogo soggetto del Mantegna, il pittore veneziano non è nuovo a “copiare” le opere del cognato.

Già perché Mantegna e Bellini erano uniti da stretti vincoli di parentela: Andrea aveva sposato Nicolosia, sorella di Giovanni.

E abbiamo già visto come i due pittori avessero affrontato temi simili nelle loro pitture. Ci riferiamo alla “Presentazione di Gesù al Tempio”, in cui gli artisti compongo dei simpatici quadretti familiari ritraendosi all’interno dei dipinti con altri parenti.

Ritornando al quadro della National Gallery di Londra, se la conoscenza geologica è minuziosa come nel Mantegna quello che cambia è il trattamento del paesaggio.

Un paesaggio che in Giovanni Bellini diventa più spazioso e arioso. Sotto un cielo in cui compare una sfaccettata gamma di colori che sarà la maggiore cifra stilistica della pittura tonale.

4 di 5: San Girolamo nello studio di Antonello da Messina

La quarta opera nel nostro percorso di visita all’interno della National Gallery di Londra è dipinta da Antonello da Messina:

  • San Girolamo nello studio.
Antonello da Messina St Jerome in his study National Gallery London
"San Girolamo nello studio" di Antonello da Messina#googleimages

Antonello da Messina è ancora oggi un pittore avvolto nel mistero. Malgrado ciò la sua influenza sulla pittura rinascimentale è fondamentale.

Entra in contatto con l’opera di Piero della Francesca da cui assorbe la ricerca spaziale e prospettica. Media poi tale lezione con la luce e il cromatismo della pittura a olio fiamminga – appresa in quel crocevia internazionale che era la Napoli dell’epoca.

Più tardi a Venezia, Antonello entra in contatto con Giovanni Bellini, già permeato dal classicismo del Mantegna. L’artista veneziano assorbe la nuova lezione pittorica, ponendo le basi per l’esplosione coloristica di Giorgione e Tiziano.

L’opera di Antonello della National Gallery di Londra risale al 1475 circa. In un ambiente costruito prospetticamente, San Girolamo viene raffigurato nelle vesti di studioso nel suo studiolo ligneo.

Sintesi mirabile delle ricerche rinascimentali dell’epoca, la tavola è caratterizzata dall’apparente confusione di libri, manoscritti e oggetti tipici della rappresentazione del dettaglio dell’arte fiamminga.

Gli stessi dettagli che si ritrovano nel quadro esposto al Museo di Capodimonte di Napoli e dipinto qualche anno prima da Colantonio, maestro di Antonello.

5 di 5: il Ritratto di Giulio II di Raffaello

L’ultima opera del nostro viaggio all’interno della National Gallery di Londra è dipinta dal magistrale pennello di Raffaello:

  • il Ritratto di Giulio II.
Pope Julius II
"Ritratto di Giulio II" di Raffaello#googleimages

Realizzato tra il 1511 e il 1512, il ritratto ci mostra papa Giulio II forse un po’ dimesso rispetto alle usuali rappresentazioni del papa guerriero.

Giulio II si è fatto crescere la barba in segno di penitenza, ha lo sguardo pensoso e quasi malinconico. Ma la sua vitalità è ancora potente nella mano che stringe con energia il bracciolo della sedia.

Raffaello, ritraendo così da vicino il papa, non avrà certo dimenticato l’esuberanza del pontefice che solo qualche anno prima cacciava da corte tutti gli altri artisti. Per affidare a Raffaello gli affreschi delle Stanze Vaticane dopo aver ammirato estasiato la sua “Disputa del Sacramento”.

Una figura centrale per la storia dell’arte del Rinascimento quella di Giulio II, l’emblema stesso del mecenatismo. Non dimentichiamo che in quegli stessi anni ricostruiva la basilica di San Pietro con Bramante e incoraggiava Michelangelo negli affreschi della volta della cappella Sistina.

Non possiamo certo dire che il papa guerriero non fosse anche un “discreto” intenditore d’arte!

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“L’arte spazza la nostra anima dalla polvere della quotidianità.”
Pablo Picasso

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