SUBIACO Storia del Santo che visse tre anni nel Sacro Speco e del borgo in cui fondò il suo primo monastero

Subiaco, qualche tempo prima dell’anno 500 d.C.

L’uomo già da qualche anno – quasi alla stregua di un asceta orientale – passava il suo tempo pregando nella grotta in un anfratto della montagna. E tutti lo veneravano già come santo.

Affascinati da tanta perseveranza, alcuni monaci del posto lo vollero a capo della loro comunità. Ma ben presto i religiosi furono infastiditi da tanto zelo e religiosità. Non si accontentarono semplicemente di allontanarlo da loro. Ma pensarono addirittura di ucciderlo.

Così Benedetto da Norcia, capito cosa si andava tramando alle sue spalle, fece il segno della croce sul calice colmo di vino che i monaci gli porsero. E il bicchiere si frantumò in mille pezzi davanti allo sguardo attonito dei suoi “confratelli”.

Benedetto non perse nemmeno un altro secondo del suo tempo. Fece immediatamente ritorno nella sua grotta nel cuore della montagna e qui riprese a pregare e a ringraziare il Signore. Ritornò all’opera anche Romano, un monaco che aveva immediatamente capito la sua grandezza e che con una lunga corda riprese a calare all’interno della grotta il pane e i viveri necessari al sostentamento di Benedetto.

Finiti gli anni del pentimento, Benedetto abbandonò la sua grotta e decise di fondare nell’alta valle dell’Aniene un primo monastero dedicato a San Clemente. Nel giro di pochissimo, seguirono le fondazioni di altri 12 monasteri nei dintorni di Subiaco – tutti dipendenti dal primo, quello di San Clemente.

Oggi del circuito di monasteri fondati direttamente da Benedetto ne sopravvive soltanto uno, quello di Santa Scolastica. Il complesso religioso, che subì danni importanti durante l’ultima guerra mondiale, è un organico coacervo di spazi e stili diversi ma perfettamente armonizzati tra loro.

Nel 1200, intorno alla grotta abitata un tempo da Benedetto – nota come Sacro Speco – venne iniziata l’edificazione del cosiddetto monastero di San Benedetto o del Sacro Speco. Il monastero colpisce immediatamente per la sua posizione scenografica: si trova infatti abbarbicato su un lato del monte Taleo, quasi aggrappato alla viva roccia e affacciato su uno strapiombo mozzafiato.

Attrazione principale di Subiaco e del turismo locale, il complesso è costituito da due chiese sovrapposte splendidamente affrescate e da una serie di scale, corridoi e ambienti di passaggio necessari per mediare i salti di quota dovuti alla roccia irregolare.

Dalla chiesa inferiore, si accede poi al Sacro Speco. Qui, sulla pietra nuda, è poggiata una statua raffigurante San Benedetto in sembianze giovanili – opera di Antonio Raggi, allievo del Bernini.

Sempre dalla chiesa inferiore, tramite una stretta scala a chiocciola, si accede alla cappella di San Gregorio dove si conserva, secondo la tradizione, la raffigurazione più antica di San Francesco.

La visita a Subiaco non può dirsi conclusa senza un passaggio alla rocca abbaziale che dall’alto domina l’intero borgo, al suggestivo ponte di San Francesco e all’arco trionfale eretto in onore di papa Pio VI.

Subiaco, inoltre, rientra nel Parco dei Monti Simbruini e con il fiume Aniene e le sue montagne è un vero piacere per gli amanti della natura e delle passeggiate nei boschi.

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