TIZIANO VECELLIO: pittore ricchissimo e uomo accorto 1 opera del “primer pintor”: la Pala Pesaro

Tiziano Vecellio
La Pala Pesaro di Tiziano Vecellio#googleimages

Questa è la memoria di sé che Tiziano ha lasciato nei secoli: l’immagine d’un uomo felice, appagato nelle sue ambizioni d’artista e di uomo di mondo

Uno dei più grandi pittori di sempre e dell’intera storia dell’arte.

Questo è stato:

  • Tiziano Vecellio

da sempre noto semplicemente come Tiziano – il protagonista del nostro nuovo articolo.

Per la sezione 1 artista 1 opera, ti parlerò di Tiziano guidandoti nei meandri di uno dei suoi capolavori assoluti:

  • la pala Pesaro.

Insieme scopriremo il lato umano dell’artista, l’apporto rivoluzionario della sua pittura ed i segreti di questo splendido dipinto che ancora oggi puoi ammirare in tutta la sua magnificenza in una chiesa di Venezia.

Alla fine dell’articolo capiremo meglio che il “Pesaro” del titolo è riferito a una famiglia e non alla città… e che tra i membri della famiglia Pesaro ve ne era uno particolarmente vispo e curioso.

Non voglio svelarti tutto ora.

Se sei pronto, partiamo alla scoperta della magia di Tiziano.

Ma prima vale la pena raccontare il primo incontro tra Tiziano Vecellio e Carlo V. Abbiamo già incrociato l’Imperatore alle prese con una sfortunata partita di tennis a Mantova.

Ora ritroviamo l’uomo più potente del mondo dell’epoca alle prese col nostro pittore… un incontro (almeno il primo) che lasciò un pochino l’amaro in bocca a Tiziano Vecellio.

Tiziano Vecellio: il “primer pintor” di Carlo V

Bologna, 24 febbraio 1530.

Si respira l’atmosfera delle grandi occasioni all’interno della basilica di San Petronio. Anche se la solenne giornata di celebrazioni non sembra rallegrare l’animo di tutti.

Il volto di papa Clemente VII è contrariato, accigliato, terreo.

Soltanto l’anno prima, nella pace di Barcellona, il pontefice aveva ottenuto il reintegro dei territori perduti nello stato pontificio. Ma come contropartita il papa aveva dovuto accettare la supremazia dell’Impero sull’Italia.

Il dolore per il sacco di Roma del 1527 è ancora vivo nel cuore degli abitanti della città sul Tevere. E quella che va in scena nella basilica bolognese sembra più una resa totale che la trita ripetizione di un rito ormai desueto.

Sono questi i pensieri che passano nella mente del pontefice mentre pone la corona imperiale sul capo di un raggiante Carlo V d’Asburgo. Proprio quel Carlo V sul cui regno non tramontava mai il sole.

Non sappiamo se Tiziano Vecellio abbia mai assistito coi propri occhi a questo momento storico irripetibile.

Sappiamo però che il pittore, qualche mese prima dell’incoronazione, portava a termine il primo dei tantissimi ritratti che ebbe a fare di Carlo V.

Un quadro perduto che pare sia costato al sovrano l’esorbitante cifra di… 1 ducato. Di fronte a cotanta grazia imperiale, a Tiziano – pittore celebre ma uomo accorto e diplomatico – non rimase che fare spallucce.

A salvare capra e cavoli intervenne Federico II Gonzaga – committente del celebre Palazzo Te . Il Signore di Mantova, imbarazzato dal gesto dell’Imperatore, elargì al pittore 150 ducati così da ricompensare il lavoro di altissima qualità svolto da Tiziano Vecellio.

Ma Tiziano cocciuto e determinato, non mollò la presa. Una tattica che gli diede ragione perché riuscì a stabilire presto un’unione indissolubile con Carlo V tanto che l’imperatore ebbe modo di definirlo il “nuestro primer pintor”.

Vita di Tiziano: uomo ricchissimo ma “accorto”

Come in tutti gli altri articoli, mi piace svelarti il lato umano di questi grandi artisti. Prima di tutto sono uomini del proprio tempo e – tra un capolavoro ed un altro – vivono, amano e soffrono come noi comuni mortali.

Tiziano Vecellio seppe coniugare le sue raffinate capacità artistiche e un fiuto sopraffino per gli affari.

Una vita molto lunga, amicizie influenti e qualche episodio benevolo, favorirono sicuramente la fama ed il successo di questo immenso pittore.

Non sempre capacità e ricchezza vanno di pari passo: la storia dell’arte conta innumerevoli artisti di immensa qualità che morirono poveri.

Non è il caso di Tiziano Vecellio.

Egli ebbe in vita una fama immensa e poteva disporre di una ricchezza inusitata per l’epoca.

Venuto a mancare l’anziano Giovanni Bellini – il decano della pittura veneta – e scomparso prematuramente Giorgione, Tiziano ancora giovanissimo diventa il pittore di punta della Serenissima.

Anche se abitò quasi sempre a Venezia, nella sua lunghissima carriera il pittore ebbe rapporti con le più importanti corti italiane dell’epoca come i Gonzaga, i Farnese o i Duchi di Urbino.

Nel 1533 diventa il pittore ufficiale dell’imperatore Carlo V ed in seguito continuerà a prestare i suoi servizi al figlio di questo, Filippo II di Spagna.

Destano curiosità le lunghe missive che Tiziano Vecellio indirizzava direttamente a Carlo V.

Malgrado la ricchezza accumulata, nelle lettere all’imperatore emerge il ritratto di un uomo scrupoloso e attentissimo ai denari.

Tiziano Vecellio, rivolgendosi in prima persona all’Imperatore, reclamava i compensi che gli erano dovuti per le sue tele. Oppure per le “pensioni” elargite in suo favore e che a distanza di anni ancora non gli erano mai state realmente riconosciute.

Un capolavoro di Tiziano: la Pala Pesaro

Tiziano Vecellio opera senza sosta per la Repubblica di Venezia, per l’Imperatore, per i grandi signori delle città italiane e per i nobili casati veneziani.

In questo ultima casistica rientra la commissione per la cosiddetta “Pala Pesaro”, ordinata al pittore dalla potentissima famiglia Pesaro. Un casato potentissimo che qualche anno dopo darà anche un Doge a Venezia e nel ‘700 finanzierà la costruzione della celeberrima Ca’ Pesaro.

Il dipinto – una monumentale pala d’altare alta quasi cinque metri realizzata tra il 1519 e il 1526 – si trova a Venezia nella basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari. In questa chiesa si può ammirare anche l’Assunta – altro immenso capolavoro di Tiziano Vecellio.

La Pala Pesaro è di fatto una Sacra Conversazione: la Madonna – in trono con il bambino – è circondata da alcuni santi e dai componenti della famiglia veneziana.

Ma descrivere in questo modo la Pala Pesaro sarebbe davvero troppo riduttivo.

E’ vero che la Madonna è raffigurata in trono, è vero che ci sono i santi, il committente ed i membri della sua famiglia ma è anche vero che questa è un’opera dai tratti fortemente innovativi.

La Pala Pesaro: una tela innovativa

Vediamo nello specifico quali sono le novità introdotte da Tiziano Vecellio.

Rispetto ad una Sacra Conversazione rinascimentale – con la Madonna al centro e i santi ai lati – qui la composizione viene totalmente rivoluzionata.

Tiziano Vecellio
La Pala Pesaro di Tiziano Vecellio#googleimages

La Madonna, con Gesù Bambino sulle sue gambe, è stata spostata sul latro destro della pala in un crescendo del moto ascensionale del dipinto.

Alla destra della Vergine – con un cangiante vestito rosso ed un poco tradizionale velo di colore bianco – si trovano i Santi Francesco d’Assisi ed Antonio da Padova. Alla sua sinistra appare San Pietro, seduto e con un libro aperto.

Dietro la Madonna e San Pietro, si innalzano due colonne colossali che continuano oltre la pala, oltre lo spazio dipinto e quasi verso l’infino ed accentuano fortemente la fuga prospettica dell’intero dipinto.

In basso a sinistra, inginocchiato e di lato, è rappresentato il vescovo Iacopo Pesaro – committente dell’opera.

Mentre alle sue spalle viene dipinto un santo in armatura che brandisce un vessillo rosso su cui è riportato lo stemma di famiglia.

In basso a destra, sempre inginocchiati, vengono raffigurati altri componenti della famiglia.

Tiziano Vecellio a colpi di luce e colore esegue un capolavoro assoluto della pittura veneta. L’intento altamente celebrativo è in qualche modo bilanciato dall’aspetto quasi familiare di alcuni dei personaggi raffigurati.

Questo vale per i due angioletti che sembrano quasi giocare con la croce sulle nuvole in alto tra le colonne ma soprattutto per il più giovane dei membri della famiglia Pesaro.

Nel gruppo di famiglia sulla destra, si scorge un ragazzino che nell’innocenza della sua età sembra distrarsi dalla scena sacra per guardare verso di noi con tutta la curiosità della sua giovinezza.

Quasi come un attore dei nostri giorni guarderebbe nella macchina da presa.

“Fra tutti risplende come sole tra piccole stelle Tiziano, non solo fra gli italiani, ma fra tutti i pittori del mondo, tanto nelle figure quanto nei paesi, aguagliandosi ad Apelle”.

Giovan Paolo Lomazzo

UN SUGGERIMENTO...

Proprio in questi giorni, Venezia ospita la mostra intitolata “Da Tiziano a Rubens. Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe”.

Tra le sale del Palazzo Ducale, fino al 1° marzo 2020 potrai ammirare una serie di capolavori della pittura veneta che per l’occasione sono tornati momentaneamente a casa dal lontano nord fiammingo.

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Pablo Picasso

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