ZUCCARELLO Storia di un celebre monumento funebre e della donna in esso raffigurata

Uno scorcio di Zuccarello#googleimages

Lucca, anno 1407.

All’interno del duomo di San Martino, una folla visibilmente commossa assiste col fiato sospeso alla benedizione di un monumento funebre.

Il momento è altamente solenne ed è accompagnato da preghiere sentite. In tutti gli astanti è ancora vivissimo il ricordo della giovane donna che un destino crudele e beffardo ha strappato alla vita solo due anni prima.

Ma nel momento in cui il monumento viene svelato, un senso di meraviglia e inquietudine si impossessa delle persone presenti. Qualcuno addirittura sviene alla vista realistica della donna scolpita nel marmo e adagiata sul catafalco. Altri pensano per un istante che Ilaria è ancora viva e sta soltanto dormendo ammantata nelle sue vesti raffinate.

L’istante appena descritto è quello in cui nella cattedrale di Lucca viene esposto al pubblico il monumento funebre di Ilaria del Carretto, opera somma di Iacopo della Quercia – scultore di grande maestria in quel periodo storico a cavallo tra il tardo gotico e il primo rinascimento. Ilaria è avvolta nel suo elegante abito, ha la testa poggiata su alcuni cuscini mentre ai suoi piedi è accovacciato un docile cagnolino, a simboleggiare la fedeltà coniugale.

Ilaria del Carretto è la seconda moglie di Paolo Guinigi, signore di Lucca. Nel 1403 lascia il paese natale e si trasferisce a Lucca dove morirà soltanto due anni dopo – ad appena 25 anni – durante il travaglio per la nascita della secondogenita.

Eternata per sempre nel marmo dal grande Iacopo della Quercia, Ilaria (o meglio il suo monumento funebre) dimora ancora oggi nella cattedrale della città toscana ma pochi sanno che la donna era originaria del delizioso borgo di Zuccarello – oggi in provincia di Savona.

Il padre infatti, Carlo I del Carretto, fu il primo marchese di Zuccarello che – fedele alle politiche matrimoniali del tempo – mandò la figlia in sposa al potente signore di Lucca.

A lungo conteso tra i Savoia e Genova, ancora oggi il borgo di Zuccarello è caratterizzato da una atmosfera che sembra essersi fermata nel tempo. La lunga strada di spina che caratterizza il centro abitato – e che corre parallela al torrente Neva – è un continuo susseguirsi di portici con arcate e pilastri. Sono proprio queste “stradine in galleria” l’elemento più caratteristico del borgo.

A nord e a sud, le porte di ingresso al borgo – dal Piemonte la porta Soprana e da Albenga la porta Sottana – sono affiancate da una massiccia torre dal deciso gusto medievale come di impianto medievale è il suggestivo ponte che scavalca il torrente Neva ad ovest dell’abitato.

La famiglia Del Carretto, quando stazionava all’interno del borgo, alloggiava nella cosiddetta Residenza Marchionale – un edificio tardo-medievale completamente rifatto durante l’Ottocento.

Mentre a est del borgo, su un’altura da cui si domina l’abitato e l’intera valle si trova il castello di Zuccarello – costruito prima del borgo stesso e rifugio dei Del Carretto in caso di pericolo.

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