Il Centenario della Garbatella Una passeggiata nel suggestivo quartiere di Roma

…sì, la cosa che mi piace più di tutte è vedere le case, vedere i quartieri… e il quartiere che mi piace più di tutti è la Garbatella… e me ne vado in giro per i lotti popolari…

Nel nuovo articolo della sezione Perdersi a Roma, rendiamo omaggio a uno dei quartieri più amati della capitale per festeggiare:

  • Il centenario della Garbatella.

In rapporto alla storia plurisecolare della città eterna, la Garbatella è un quartiere giovanissimo. Malgrado ciò, questo gruppo eterogeno di case, viali tortuosi, scalinate, colori e scorci suggestivi è entrato immediatamente nel cuore dei romani e non solo.

Il centenario della Garbatella è un pretesto, tramite queste pagine, per guidare da lontano il viaggiatore nel cuore di questo affascinante quartiere romano.

Un pezzo di città che solo nella forma sembra essere immutabile e fermo nel tempo. Sotto i tetti della Garbatella, tra i suoi cortili e nelle sue strade pulsa il cuore vero di Roma. Dove solidarietà, accoglienza e socializzazione la fanno da padroni in un contesto architettonico e urbanistico di qualità elevatissima.

Siamo pronti per festeggiare a nostro modo il centenario della Garbatella.

Ma prima della passeggiata tra i lotti del quartiere in cui si festeggia il centenario della Garbatella, facciamo un tuffo nel passato.

La storia di una visita sensazionale, quando la Garbatella aveva appena dieci anni di vita.

Il Centenario della Garbatella: storia di una visita sensazionale

Garbatella, 13 dicembre 1931.

Un uomo minuto e con gli immancabili occhialetti rotondi si aggira tra due ali folla. Il suo volto trasmette pacatezza e serenità, il suo corpo è fasciato in uno strano lenzuolo bianco. Il tipico vestito indiano di colore bianco indossato dall’uomo stride un po’ con in paesaggi urbani della Roma dell’epoca.

Le scene sono quelle in bianco e nero e un po’ vintage di un Giornale Luce del tempo. E quando tra i titoli del video d’annata appare “le case degli sfrattati nel quartiere della Garbatella”, a quel punto non si hanno più dubbi.

L’uomo con gli occhialetti e l’esotico vestito bianco è il Mahatma Gandhi, padre della non-violenza e dell’indipendenza dell’India. E quelle che vediamo sono le scene sensazionali della visita di Gandhi a Roma.

Un soggiorno che durò soltanto due giorni ma che non fece desistere il leader indiano dal visitare le persone più deboli e meno fortunate dell’epoca. E da qui la visita alla Garbatella che accolse festante quell’uomo vestito in modo così strano ma che rispecchiava lo spirito stesso del quartiere. Tanto esile e minuto nel fisico quanto tenace e ribelle nello spirito e nella mente.

Un itinerario nel quartiere della Garbatella

Per festeggiare nel migliore dei modi il centenario della Garbatella, sarebbe bello percorrere con i propri piedi le strade tortuose del quartiere. E osservare con i propri occhi la varietà e la qualità dell’architettura che contraddistingue questo pezzo di Roma, edificato sui “colli di San Paolo”.

E una volta immersi nello spirito del quartiere, compiere dei gesti semplici. Come fermarsi a fare colazione in un bar o vedere i ragazzi che si ricorrono nei cortili dei lotti storici. Pur non vivendoci, questo potrebbe essere l’unico modo per assaporare, almeno in parte, lo spirito del luogo.

Noi, per omaggiare a nostro modo il centenario della Garbatella, proveremo a tirare le fila di un itinerario tra le strade del quartiere. Un itinerario necessariamente parziale ma in cui visiteremo i posti più salienti della Garbatella.

Il tragitto per il centenario della Garbatella si compone delle seguenti tappe:

  • prima tappa: piazza Brin,
  • seconda tappa: da piazza Brin a piazza Damiano Sauli,
  • terza tappa: il lotto 24,
  • quarta tappa: via delle Sette Chiese.

Ma prima di avventurarci nelle strade del quartiere, diamo uno sguardo alla storia della fondazione della Garbatella.

Tappa zero: la nascita della Garbatella

Per quale motivo la Garbatella è nata proprio qui?

Nella vicina zona Ostiense, si andava costruendo nei primi decenni del ‘900 l’area industriale della città.

Per velocizzare la sfida al progresso, venne fondato appositamente l’Ente autonomo per lo Sviluppo Marittimo e Industriale di Roma (SMIR). L’Ente doveva occuparsi della realizzazione di una serie di opere “titaniche”. E tra queste ricordiamo la costruzione del porto a Ostia, il relativo canale di navigazione interna verso il Tevere e il borgo marino di Ostia Nuova. E ancora la realizzazione della ferrovia Roma-Ostia Nuova e il porto interno (darsena) nei pressi della Basilica di San Paolo.

Per mancanza di fondi, le opere portuali e marittime non vennero mai realizzate. Ma lo stesso SMIR prese in carico la costruzione della borgata sui colli di San Paolo. Una borgata costituita da piccole case con orti e giardini destinate ad accogliere gli operai del vicino polo industriale dell’Ostiense.

In realtà, all’interno della borgata si susseguiranno fasi costruttive diverse. E presto le “casette” con gli orti verranno sostituite dalle case per gli sbaraccati e gli sfrattati e dai futuristici alberghi collettivi. C’è da assicurare un tetto a tutte quelle persone che da un momento all’altro si ritrovarono senza case, cadute sotto i colpi dei picconi fascisti.

Il legame mai realizzato con il mondo marittimo è il motivo per cui molta toponomastica del quartiere è dedicata a personaggi della navigazione. Uno di questi è l’ingegnere navale Benedetto Brin, dalla cui piazza omonima prende il via il nostro itinerario per festeggiare il centenario della Garbatella.

Prima tappa: piazza Brin

Lì dove tutto ebbe inizio. Siamo in piazza Benedetto Brin, all’estremo ovest del quartiere Garbatella quasi a ridosso di via Ostiense.

Se nel 2020 festeggiamo il centenario della Garbatella, lo facciamo perché conosciamo esattamente la data di nascita del quartiere: 18 febbraio 1920.

La stessa data ancora impressa sulla targa apposta sulla facciata del fabbricato 1 del lotto 5 in piazza Brin.

Il momento fu talmente solenne che per l’occasione arrivò il re in persona. La targa del lotto 5 ricorda le gesta di fondazione di Vittorio Emanuele III che quel giorno pose la prima pietra della Borgata Giardino Concordia.

Borgata Giardino Concordia? Già, questo fu il nome affibbiato all’epoca al quartiere. In realtà mai nessuno ha chiamato così questo pezzo di città-giardino, abitanti del posto compresi. Per tutti si chiamerà solo ed esclusivamente: la Garbatella.

I primi lotti edificati nella borgata, tra cui il lotto 5 con il suo portale d’ingresso al quartiere, sono il trionfo del cosiddetto barocchetto romano. Uno stile eclettico in cui ad una pianta regolare e essenziale fa da contraltare l’uso fantasioso di molteplici elementi architettonici. Da qui il vivace proliferare di paramenti, modanature, logge e balconcini, tetti e comignoli che si riscontrano in molti dei villini della Garbatella.

Seconda tappa: da piazza Brin a piazza Damiano Sauli

Da piazza Brin superiamo l’arco del lotto 5 e ci dirigiamo in discesa lungo la caratteristica via Luigi Orlando.

Passeggiando per il primo nucleo nel nostro percorso per il centenario della Garbatella, arriviamo in piazza Bartolomeo Romano. Qui si possono ammirare la cosiddetta “casa con basamento” (fabbricato 10 del lotto 10) e soprattutto l’imponente cinema-teatro, oggi noto come Palladium.

L’edificio destinato agli spettacoli è opera dell’architetto Innocenzo Sabbatini così come l’edifico polifunzionale posto di fronte al teatro. Qui al piano terra e nel seminterrato si trovavano i “bagni pubblici” a servizio della popolazione del quartiere, attivi fino agli anni ’60 del ‘900.

Il nostro viaggio nel quartiere per il centenario della Garbatella continua imboccando via Francesco Passino. Dopo qualche centinaio di metri giungiamo in piazza Damiano Sauli: uno spazio dal sapore quasi metafisico. Con le arcate in mattoni rossi, l’ampia piazza, la chiesa di San Francesco Saverio su un lato e il plesso scolastico Cesare Battisti sullo sfondo.

Ma l’aspetto “severo” della composizione urbana viene smentito dalla vitalità che prorompe dalla piazza. Una vitalità fatta di bambini vocianti, anziani seduti a discorrere amabilmente tra loro e avventori di tutti i tipi che affollano le attività commerciali.

Terza tappa: il lotto 24

Nel nostro percorso per il centenario della Garbatella, ci incamminiamo da piazza Damiano Sauli verso piazza di S. Eurosia. Qui incrociamo il celeberrimo lotto 24.

Terminato nel 1929, il lotto di forma triangolare è formato da 13 edifici. Di questi, 10 sono posti lungo il perimetro del lotto e tre all’interno del lotto stesso.

La realizzazione è affidata agli architetti Pietro Aschieri, Gino Cancellotti, Mario De Renzi, Mario Marchi, Plinio Marconi e Luigi Vietti. Il gruppo è coadiuvato dallo stesso Plinio Marconi, a cui è demandata anche la progettazione urbana del lotto.

Il risultato finale è un pezzo di pregevole fattura dell’architettura italiana del ‘900. Nella varietà delle forme e nella semplicità funzionale e dei materiali adottati, gli architetti progettano degli edifici essenziali e rigorosi.

Costruzioni del tutto moderne e al tempo stesso con una qualità architettonica fuori dal comune. Edifici che si integrano alla perfezione nel paesaggio urbano della Garbatella ma allo stesso tempo si distaccano educatamente dal barocchetto romano di inizio anni ’20.

Dovendo scegliere una tra le “case modello” del lotto 24, forse il premio spetta alla casa 1. Progettata, come la casa 5, da Mario De Renzi – è costituita da un corpo quadrangolare isolato su due livelli con due appartamenti all’interno.

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La casa 1 di Mario De Renzi nel lotto 24#googleimages

Quarta tappa: via delle Sette Chiese

Siamo quasi alla conclusione del nostro percorso per il centenario della Garbatella.

Il lato sud del lotto 24 prospetta su via delle Sette Chiese. Questa è una strada antichissima, preesistente al quartiere e che univa la Basilica di San Paolo con quella di San Sebastiano sull’Appia Antica. Il nome della via si riferisce al pellegrinaggio presso le sette basiliche giubilari rimesso in auge da San Filippo Neri nel 1552.

Con un andamento sinuoso, la via taglia in senso ovest-est – da via Ostiense a via Cristoforo Colombo – tutto il novecentesco quartiere della Garbatella. Sono molte le “emergenze architettoniche” che si affacciano su questa storica strada.

Lasciato il lotto 24, sulla sinistra in piazza Sant’Eurosia si apre lo scenografico “edificio a ponte”. Mentre più avanti, sempre su via delle Sette Chiese, ci imbattiamo nel piccolo edificio religioso noto semplicemente come la Chiesoletta. Un luogo che ha incrociato la sua storia con quella del quartiere e che rimane nel cuore di tutti gli abitanti della Garbatella.

Siamo alla conclusione del nostro percorso per il centenario della Garbatella. Le passeggiate nel perimetro di questo quartiere potrebbero essere infinite. E ogni strada potrebbe aprire un caleidoscopio di luci, colori e prospettive sempre diverse e sempre suggestive.

Un caleidoscopio di immagini che rispecchia a pieno le mille sfaccettature del quartiere, da rivivere ancora una volta durante il centenario della Garbatella.

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