Le OPERE di CARAVAGGIO a ROMA: parte sesta (e ultima) Tutte le opere di Caravaggio a Roma

"Giuditta e Oloferne"#googleimages

Caravaggio aveva vissuto gran parte della sua vita presso i margini della società, circondato da poveri e uomini comuni. Li aveva dipinti, mettendo in scena le storie della Bibbia con i loro corpi e i loro volti. Aveva dipinto per loro e dal loro punto di vista. Alla fine morì in mezzo a loro e in mezzo a loro fu sepolto, in una tomba anonima. Aveva trentotto anni.

Siamo giunti alla conclusione di questo percorso lungo, emozionante e variegato tra le:

  • opere di Caravaggio a Roma.

Facciamo un breve sunto del nostro viaggio iniziato tra le pagine di The Arteller a gennaio 2020.

Nel primo articolo abbiamo osservato il pittore maledetto alle prese con la sua vita violenta tra i vicoli del rione Campo Marzio.

Nella seconda parte, lo abbiamo visto con i pennelli in mano nel ciclo di San Matteo nella cappella Contarelli della chiesa di San Luigi dei Francesi.

Nel terzo articolo, all’opera nella cappella Cerasi di Santa Maria del Popolo con le tele della Crocifissione di S. Pietro e la Conversione di S. Paolo.

Nella quarta parte, intento a dipingere la strepitosa Madonna dei Pellegrini nella chiesa di Sant’Agostino.

Mentre nel quinto articolo, abbiamo visto da vicino l’unico dipinto murale tra le opere di Caravaggio a Roma: Giove, Nettuno e Plutone nel Casino dell’Aurora.

Sperando di fare cosa gradita al lettore, oggi il nostro percorso sulle orme del Merisi termina con un elenco di tutte le opere di Caravaggio a Roma. Esposte principalmente tra chiese e musei della città eterna.

Molte le abbiamo già viste insieme e altre le andremo a scoprire in questo articolo.

Ma prima riviviamo insieme i tragici ultimi giorni del pittore. Quando il tanto agognato traguardo di rimettere piede nella “sua” Roma svanì in un attimo portandosi via tragicamente la sua vita vissuta al limite.

Le opere di Caravaggio a Roma: atto finale

Porto Ercole, luglio dell’anno 1610.

Caravaggio si trascina mestamente sulla spiaggia di Porto Ercole. Il sole cocente di luglio non gli lascia tregua. Le labbra secche, la pelle avvampata, gli occhi arrossati. Il suo corpo stanco e fiaccato dai malanni sta per soccombere.

In preda alla febbre e al delirio i suoi ultimi pensieri sono solo per Roma, la sua amata Roma.

La Roma violenta e sanguigna dei vicoli di Campo Marzio. La Roma delle splendide chiese in cui aveva esposto – tra un vespaio di polemiche – le sue tele dirompenti e innovative. La Roma che lo aveva accolto tra le sue braccia prima in malo modo e poi dandogli la gloria eterna. La Roma che lo aveva privato nuovamente di tutte le sue conquiste quando si era macchiato dell’atroce delitto di uomo durante una partita di pallacorda.

Le lacrime solcano il suo viso arso dal sole. Un pensiero netto e distinto si fa spazio tra i deliri della febbre: Caravaggio sa che non metterà mai più piede a Roma.

Le parole di Giovanni Baglione – pittore, biografo e acerrimo nemico del Merisi – consegnano Caravaggio direttamente al mito:

“Ultimamente arrivato in un luogo della spiaggia misesi in letto con febbre maligna; e senza ajuto umano tra pochi giorni morì malamente, come appunto male avea vivuto”.

Alla fine dell’articolo cercheremo di capire gli ultimi convulsi momenti della vita di Caravaggio.

Come aveva fatto a ritrovarsi a Porto Ercole, che è localizzata a nord di Roma, partendo da Napoli? Che fine aveva fatto la feluca che trasportava lui e i suoi quadri? Perché vagava sulla spiaggia disperato e moribondo?

Interrogativi in parte rimasti senza risposta. Interrogativi che ancora oggi contribuiscono a tramandare la leggenda dell’artista.

Ma ora è giunto il momento di ammirare tutte le opere di Caravaggio a Roma.

Ritratto di Caravaggio#googleimages

Le opere di Caravaggio a Roma: le chiese

Negli articoli precedenti, abbiamo già ammirato tutte le opere di Caravaggio a Roma esposte nelle chiese della città eterna.

Tele eccezionali e completamente gratuite. Non dimentichiamo che non bisogna pagare nessun biglietto per vederle ma semplicemente recarsi nelle chiese dove sono ancora esposte a distanza di 400 anni.

Rivediamole insieme.

Cappella Contarelli nella chiesa di San Luigi dei Francesi (ciclo di San Matteo):

  1. la Vocazione di San Matteo,
  2. il Martirio di San Matteo,
  3. San Matteo e l’angelo.
  1.  

Cappella Cerasi nella chiesa di Santa Maria del Popolo e collezione Odescalchi:

  1. la Conversione di San Paolo,
  2. la Crocifissione di San Pietro,
  3. la Conversione di San Paolo (collezione Odescalchi)
  1.  
La "Cappella Cerasi" (tele di Caravaggio a sx e a dx)#googleimages
La "Conversione di San Paolo" della collezione Odescalchi#googleimages

Cappella Cavalletti nella chiesa di Sant’Agostino:

  1. la Madonna dei Pellegrini.

Le opere di Caravaggio a Roma: i musei

Per completare l’itinerario tra le opere di Caravaggio a Roma, passiamo ora ai musei e alle gallerie.

Sono tante le istituzioni museali che accolgono i quadri del Merisi nella città eterna. Ben sei se si include anche la Pinacoteca Vaticana.

Alcuni, come i sei quadri della Galleria Borghese, li abbiamo già ammirati insieme in un altro articolo del blog.

Passiamo ora a vedere l’elenco dettagliato delle opere di Caravaggio a Roma conservate all’interno dei musei della capitale.

Galleria Borghese:

  1. il Bacchino Malato,
  2. il Ragazzo con canestro di frutta,
  3. San Girolamo,
  4. la Madonna dei Palafrenieri,
  5. David con la testa di Golia,
  6. San Giovanni Battista.

Galleria Nazionale d’Arte Antica (Palazzo Barberini):

  1. il Narciso,
  2. Giuditta e Oloferne,
  3. San Francesco in meditazione.
I quadri di Caravaggio a Palazzo Barberini#googleimages
Il "San Giovanni Battista" di Palazzo Corsini#googleimages

Musei Capitolini:

  1. la Buona Ventura,
  2. San Giovanni Battista.
I quadri di Caravaggio nei Musei Capitolini#googleimages

Galleria Doria Pamphilj:

  1. la Maddalena penitente,
  2. il Riposo nella fuga in Egitto.
I quadri di Caravaggio nella Galleria Doria Pamphilj#googleimages

Pinacoteca Vaticana:

  1. la Deposizione.
La "Deposizione" dei Musei Vaticani#googleimages
Il dipinto murale di "Giove, Nettuno e Plutone"#googleimages

Alla ricerca di Caravaggio

Abbiamo elencato tutte le opere di Caravaggio a Roma esposte tra chiese, musei e ville della città eterna. Ben 23 opere in cui è possibile ripercorrere la fulminea e rivoluzionaria carriera del pittore maledetto.

Dai quadri giovanili come il Bacchino malato e la Buona Ventura alle macabre tele dell’ultimo tormentato periodo come il David con la testa di Golia. Passando per i capolavori assoluti come la Vocazione di San Matteo nella chiesa di San Luigi dei Francesi.

Le opere di Caravaggio a Roma vanno a costituire un itinerario perfetto per scoprire la vita e le grandi prove artistiche del pittore maledetto.

Un itinerario che copre un arco temporale anche abbastanza contenuto. Dal 1593 (Caravaggio arriva a Roma presumibilmente l’anno prima) al 1606 – anno in cui fugge da Roma dopo l’uccisione di Ranuccio Tomassoni.

NOTA. Per un approfondimento completo di tutte opere di Caravaggio a Roma si rimanda al libro: “Caravaggio a Roma. Itinerario” di Rossella Vodret.

L’enigma Caravaggio: gli ultimi giorni

Avevamo lasciato Caravaggio a vagare sulle spiagge di Porto Ercole, in preda alla febbre e sotto un sole cocente. Ma come c’era arrivato fin lì il Merisi?

Riavvolgiamo il nastro, torniamo indietro di qualche giorno e proviamo a rispondere ai nostri interrogativi.

Caravaggio – con alcuni suoi dipinti –  si era imbarcato a Napoli su una feluca. La feluca aveva come meta finale Porto Ercole ma avrebbe fatto una sosta intermedia a Palo, sul litorale laziale.

Da lì, Caravaggio avrebbe potuto raggiungere Roma e rientrare così nella città eterna mentre il papa si apprestava a ratificare la grazia nei suoi confronti.

Purtroppo le cose non andarono esattamente così. Una volta sbarcato a Palo, per motivi ignoti, Caravaggio fu arrestato.

Il capitano della feluca, per non rimanere immischiato in un fatto del genere, riprese immediatamente il mare. Ma non fece in tempo a scaricare le casse con i quadri di Caravaggio che quindi furono portati a Porto Ercole.

Caravaggio riuscì a farsi liberare nel giro di pochissimo tempo. A questo punto rimaneva da risolvere il problema dei quadri. Questi dipinti erano destinati quasi sicuramente a Scipione Borghese, il potente cardinale nipote del papa. Ed erano, senza mezzi termini, il suo lasciapassare per il rientro a Roma e per la grazia papale.

L’enigma Caravaggio: la morte

Da qui la storia si tramuta in leggenda.

È inverosimile che Caravaggio, minato nel fisico e nello spirito, avesse potuto coprire a piedi in uno/due giorni la distanza tra Palo e Porto Ercole. Così come ci hanno tramandato i suoi biografi, Baglione in primis – sotto il sole cocente di luglio ed in preda alla febbre per giunta.

Più realistico credere che il pittore, una volta scarcerato, avesse preso un cavallo e cavalcato come un forsennato fino a Porto Ercole.

Doveva a tutti i costi riprendere i suoi quadri – questo era fuori discussione. Mentre la barca navigava verso Porto Ercole, lui si buttava all’inseguimento della feluca e dei suoi quadri via terra.

Ma lo sforzo sovrumano compiuto da Caravaggio, in condizioni psico-fisiche già precarie, lo stroncò definitivamente.

Quasi sicuramente morì a Porto Ercole.

Solo e senza affetti ad assisterlo, fu sepolto in una fossa comune e la sua morte non fu nemmeno trascritta sui registri della parrocchia.

Il suo rientro a Roma rimase un miraggio perpetuo. Ma l’immensità del pittore continua a vivere nei capolavori che ornano ancora oggi chiese e musei della città eterna, nelle celebri opere di Caravaggio a Roma.

“Onde agitato miseramente da affanno e cordoglio, scorrendo il lido al più caldo del sole estivo, giunto a Porto Ercole si abbandonò, e sorpreso da febbre maligna morì in pochi giorni, circa gli anni quaranta di sua vita” (Giovan Pietro Bellori).

“L’arte spazza la nostra anima dalla polvere della quotidianità.”
Pablo Picasso

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